FRANCESCO TRICARICO e KINKI TEXAS T2



T2
Kinki TEXAS e Francesco TRICARICO insieme in una doppia personale di pittura presso la nuova sede della galleria Fabbrica Eos a Milano, in collaborazione con Alessandro Casciaro Art Gallery di Bolzano.

Perché questa mostra? Cosa significa T2?
Il titolo, cosi semplice e a prima lettura anonimo, quasi banale, si riferisce certamente alla mera coincidenza per cui i nomi dei due artisti iniziano con la stessa lettera; ma è solo un pretesto, una sigla che è la sintesi di molto altro.
La dualità, oltre ad indicare la natura di questa esposizione, emerge molteplici volte nei due artisti stessi e nella loro pittura. Entrambi infatti hanno una doppia “vena artistica” e un alias (o nome d’arte); Texas (all’anagrafe Holger Meier) oltre ad essere pittore ha lavorato con tecniche digitali di animazione tridimensionale, installazioni video e video musicali. Francesco, soprattutto in ambito musicale, è conosciuto come Tricarico ed oltre a dipingere da sempre, è noto esponente della musica italiana, cantautore, cantante e musicista.
Una sorta di doppio lo troviamo poi nelle opere, popolate da creature e personaggi inventati ma probabili, onirici (anche mostruosi), evidenti o appena abbozzati, nei quali possiamo supporre risieda il loro “alterego pittorico”.
Le opere di Texas e Tricarico (solitamente tele di grandi dimensioni oppure opere su carta) sono istintive, caratterizzate da una pittura veloce, quasi grafica, a volte irruenta altre volte rarefatta, costellata di segni apparentemente senza senso. Tuttavia non c’è pienezza, horror vacui, anzi: osservandole appare evidente la presenza di porzioni di bianco, spazi della tela (carta) lasciati volutamente liberi dal segno e dal colore; sembra la necessità emotiva, quasi psicologica e terapeutica, di poter gestire liberamente “il vuoto della tela” senza farsi sovrastare da esso. Questi spazi sono lasciati vuoti come fossero delle pause, dei momenti di riflessione, attimi di silenzio tra i rumori della pittura.
E come in preda ad un’urgenza espressiva e di comunicazione, sia le opere di Texas che di Tricarico sono spesso fatte di immagini e parole, pittura e frammenti di testi; nel caso di Texas citazioni dalla cinematografia, dalla letteratura, dall’universo musicale; per Tricarico autocitazioni da testi musicali o poesie.
Il modo di fare pittura di Texas e Tricarico è incurante di qualsiasi canone o regola; non c’è struttura compositiva, le proporzioni saltano, le direzioni sono molteplici, le sbavature sono frequenti e i livelli si sovrappongono. E’ una pittura libera, a volte irruenta ma ricca di contenuti e di riferimenti importanti. Questo superamento dei limiti, metaforico nella mostra, è reale nella procedura chiamata proprio T2, una pratica nell’ ambito dei trasporti d’arte che consente alle opere di viaggiare liberamente in Europa pur attraversando paesi non europei. E’ una chiave, un passepartout, un modo per superare ed eludere i confini…proprio come l’Arte stessa.
Texas e Tricarico non si sono mai incontrati, non si conoscono, non si sono mai scambiati pensieri sui rispettivi percorsi artistici. Sono diversi e distanti per vissuto, per storia, per geografia; e in realtà così simili nel modo di esprimersi attraverso la pittura, nel modo di interpretare la contemporaneità.
La mostra T2 nasce con l’idea di creare un confronto/incontro e diventa occasione anche per i visitatori per apprezzare somiglianze e differenze. L’arte e le mostre non devono dare risposte ma suscitare nuove domande.
Elisa Gurnari